sommario dei post

sabato 28 ottobre 2017

§308. La Fontana del Principe, 2013-2017, un affronto.

Questa volta invito gli interessati a condividere questo scritto, magari non solo sulle proprie pagine, ma anche su quelle di quanti 'possono', per le cariche ricoperte o per altri motivi che non mi pertiene elencare. Il titolo dello scritto doveva essere 'La fontana del Principe, 2013-2017, un raffronto', ma poi scrivere 'un affronto' mi è sembrato più indicato, quasi naturale.
Lasciare le cose belle, le cose attraverso le quali la storia ci parla, in condizioni come quelle che ho qui cercato di rappresentare, è qualcosa di estremamente grave, ancor più in un territorio dove il degrado la fa da padrone. Non occorrono, o non occorrevano, opere colossali o impegni finanziari insostenibili per aiutare a sopravvivere un monumento come questa fontana, di straordinaria bellezza senza dubbio alcuno. Stiamo semplicemente ignorando questa piccola perla del territorio cirotano prima, marinoto poi, ma solo per motivi di suddivisione amministrativa: sto dicendo che quella fontana è un simbolo di entrambi i comuni psicronei, e chi conosce la storia di quei territori credo ne convenga senza tentennamenti.
Dirò, per essere forse più amari e precisi, che stiamo accompagnando, senza nemmeno l'evidenza di qualche piccolo sforzo, questo emblema della nostra storia verso un fine vita senza arte né parte, un dissolvimento silenzioso, una sparizione tra le tante, un'altra rovina senza nome, se non nel ricordo di un qualche silenzioso Don Chisciotte che in ciabatte sfida rovi e cannamasca per fare qualche foto.
Altro scritto su questo blog: 24.0.4 Fontana della Lice e Torre Vecchia, Cirò Marina, 1.


















domenica 22 ottobre 2017

§.306 Corriera delle Scienze: Caronte alla Cervara!!!

Ritorna la Corriera delle Scienze, con uno straordinario scoop: tenitìvi fortu e u'bb'attaccàti ara varca, m'arraccumànn!!!


giovedì 14 settembre 2017

§.305 Download di Archeologia della Magna Grecia, di R. Procopio.

Stavolta un post breve breve, una informazione di servizio o poco più. Non molto tempo fa proposi all'attenzione di qualche malcapitato lettore (o curioso) la versione da me digitalizzata di un libricino dal titolo 'Archeologia della Magna Grecia', pel sac. Raffaele Procopio da Gasperina. 'Pel' (per il), forse è inutile dirlo, significa 'di', cioè 'scritto da' (dal, in questo caso). E' un libricino che, come ho avuto modo di dire, ho cercato di salvare dall'oblio, dopo averlo trovato in un mercatino in provincia di Piacenza (come ci sarà finito quassù, poi...). Salvarlo in digitale per mio solo uso personale avrebbe avuto poco senso, e quindi mi sono iscritto alla pagina fb di Gasperina (CZ), 'Sei di Gasperina se...'; quando ormai pensavo che la mia richiesta di iscrizione fosse stata ignorata, sono stato accolto sulla pagina, per cui dedico a loro, ai paesani del sacerdote Raffaele Procopio, questo mio piccolo lavoro di salvataggio, che chiunque, gasperinese o no, potrà scaricare gratuitamente.
Il primo destinatario è il signor Gianni Lupica, che mi ha colpito con le sue parole confessandomi di essersi emozionato nel leggere già sole poche righe del libricino, e lasciando trasparire una enorme passione per il suo paese e la nostra terra. E' una soddisfazione, credo ancor di più per chi come me non ha mai chiesto nulla in cambio per il proprio dare.
ATTENZIONE: PER SCARICARE UNA COPIA DEL VOLUME CLICCARE SULLA FRECCIA CHE APPARE NELL'ANGOLO IN ALTO A DESTRA NELL'IMMAGINE DI ANTEPRIMA (e poi, nella finestra che si aprirà subito dopo, cliccare sulla freccia con la punta rivolta in basso).

mercoledì 2 agosto 2017

§302 A buttigghjèdda.

subb u gafiu
com oj s'apiccia
'ti trovi, attà ca va, parìnchjila'
a buttigghjedda 'e suchefrutta
s'è moticata n'at'antìja
po' s'e arribbata ari pedi du barcunu
s'è fatt vernu
e chjanu chjanu, ccu fatiga, sinn'è scinnuta
mmenz i pampini siccati

un serviva cchjù, u sapiva

subb u gafiu nessunu viva cchjù
com oj ca s'appiccia
e i buttigghjeddi si su' sbacantati
un c'è nessunu ch'i parinchja, attà ca si trova
'e vivu ci su' suli i furmiculi
nquatrati subba a mmattunata
e ncuna gatta lenta lenta, na picìa,
ca da canceddata trica e spia.
A mamma, A. V. 1926-2014.

Sul ballatoio (1)
come oggi si avvampa (2)
'ci sei, intanto che vai, riempila' (3)
la bottiglietta di succo di frutta (4)
si è mossa ancora per un po'
poi si è posata alla base del balcone
si è fatto inverno
e piano piano, a fatica, se n'è scesa
tra le foglie secche

non serviva più, lo sapeva (5)

nessuno beve (6) più sul ballatoio
come oggi che si avvampa
e le bottigliette si sono vuotate
nessuno le riempie, intanto che si trova (7)
di vivo ci sono solo le formiche
sui riquadri delle mattonelle
e qualche gatta magra magra, scarnita (8)
che dall'inferriata si attarda a domandare.

1) Gàfiu è parola antica, addirittura longobarda.
2) Letteralmente 'si accende'.
3) Parinchire significa reintegrare la quantità di liquido mancante.
4) Un rispetto atavico per le cose impone ai nostri vecchi di riutilizzare tutto ciò che può tornare utile, a qualsiasi latitudine italica. Una bottiglietta, in genere di succo di frutta, di te, o acqua, viene usata e riusata. E' una cosa che i vecchi fanno naturalmente, mentre bisogna fare campagne di sensibilizzazione per convincere le altre fasce d'età a rispettare l'ambiente, riutilizzando...
5) La prima e la terza persona singolare sono uguali: serviva (servivo/serviva), sapiva (sapevo/ sapeva)...
6) Nessunu viva ha una doppia traduzione: nessuno beve/nessuno vive.
7) E' il ritorno a quanto detto nella nota 3.
8) Picìa non so se abbia un corrispondente italiano, mia madre lo diceva di persone, specie, bambine, minute.
Mia madre, A. V., 1926-2014.